Erica Del Bianco Attrice x Gluten Freaks

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La mia prima intervista 

Erica del Bianco, per me Erica ci siamo scritte su Instagram la prima volta poco prima di Pasqua.

Si, si sa Instagram è un mezzo potentissimo, per chi vuole conoscere e chiacchierare, in piena quarantena più che mai.

E allora eccoti la mia prima intervista Gluten Freaks.

erica del bianco

Erica Del Bianco Attrice Italiana Celiaca

La tua bio in un minuto se questo fosse un vocale?

Mi chiamo Erica, sono laureata in lettere moderne, in passato ho lavorato anche come conduttrice televisiva e ormai da parecchi anni faccio l’attrice.

Lavoro sia in teatro che in video, uno degli ultimi ruoli che ho interpretato è stato per una serie televisiva che si chiama Made in Italy che al momento è su Amazon Prime e che spero presto sarà anche su canale 5. Il mio personaggio è quello di Eleonora, la cattiva che fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote alle protagoniste.

É stato molto divertente.

Da quanto sei celiaca?

Ho scoperto di essere celiaca ormai una decina d’anni fa, io di costituzione sono sempre stata abbastanza magrolina, ma in quel periodo più cercavo di mangiare più chili perdevo, mi sentivo sempre con le energie sotto le scarpe.

Così ho fatto qualche analisi del sangue e bingo, Celiachia. Scoprirlo e poter pian piano tornare a stare bene è stato un sollievo.

Se lo sei diventata in età adulta che sapore ti manca, se te ne manca uno?

Il sapore del pandoro. Mentre negli anni quasi tutti i prodotti si sono secondo me perfezionati parecchio – chi più chi meno – ed è sempre più facile trovare una buona pizza senza glutine così come anche paste di qualità e dolci buonissimi (io senza i dolci non vivo, una decina d’anni fa i biscotti senza glutine erano ancora tutti abbastanza terrificanti, adesso nella maggior parte dei casi li trovo buonissimi), il sapore del pandoro rimane un vuoto che, per ora, non sono più riuscita a colmare.

Quanto spesso ti capita di dover spiegare che cos’è la Celiachia?

Ultimamente non più. Però mi capita ancora spesso di doverla quasi “giustificare”: alla parola Celiachia vengo guardata con sospetto, come se dicessi che si tratta di una scelta mia che mi spinge a voler mangiare solo un particolare tipo di bacca che cresce solo su una specifica vetta Himalayana.

Probabilmente in parte dipende dal fatto che, un po’ è vero che quello del senza glutine è anche diventato un trend, e anche in quella direzione spesso viene male interpretato: è giustissimo limitare il consumo di glutine in generale, ma conosco persone che lo eliminano convinte che mangiare senza glutine equivalga a mangiare dietetico, quando invece è vero esattamente il contrario.

La città in cui essere celiaca ti è sembrato più semplice?

Sinceramente per il momento Milano. Chiaramente essendo la mia città un pò mi fa gioco il fatto che è una delle zone in cui posso utilizzare la mia sovvenzione mensile senza problemi, ma con il passare del tempo i posti in cui comprare prodotti buoni così come l’offerta di ristoranti più che attrezzati per uscire a mangiare o di panetterie e pasticcerie veramente ottime si è moltiplicata.

La mia pasticceria/panetteria del cuore però non si trova a Milano, ma a Torino: si chiama Graffi 1930 e fa prodotti artigianali incredibili.

In ogni caso comunque devo dire che in Italia non ho mai incontrato particolari problemi sul fronte Celiachia, mi è capitato più spesso all’estero.

Fai ricerca di prodotti senza glutine, oppure fai la spesa sempre nello stesso posto?

Sono una che tende ad affezionarsi, quindi il mio supermercato di fiducia per la spesa grossa resta quello del mio quartiere. Però mi capita spesso di fare ricerca per gli sfizi, mi piace scoprire nuovi posti che fanno cose che prima come celiaca potevo solo sognarmi.

Ultimamente ad esempio ho assaggiato un ramen buonissimo: è stata la prima volta, mi era sempre stato precluso.

erica del bianco
Instagram Erica
A cosa vorresti facessero attenzione i brand che producono senza glutine?

In passato probabilmente avrei detto alla qualità dei prodotti, ma adesso – complice il fatto che ho imparato a conoscere e a riconoscere i miei preferiti –  la cosa che mi sento di dire è: rapporto qualità prezzo.

Spesso dipende da dinamiche che esulano dalla sfera di competenza del produttore, ma è ancora troppo spesso troppo sproporzionato.

Io poi sono tra i privilegiati che possono usufruire della sovvenzione mensile per fare la spesa essendo celiaca riconosciuta, ma conosco parecchie persone con un grado di intolleranza forte e purtroppo non ufficialmente riconosciuta che per poter seguire una dieta priva di glutine devono investire parecchi soldi.

La cosa che non sopporti quando sei fuori a cena?

Sentirmi dire non sono previste alternative senza glutine nel menù. Mi è accaduto davvero pochissime volte, sinceramente anche nei posti più impensabile un piatto privo di glutine l’ho sempre trovato.

Chiaramente non parlo dei posti che fanno solo pizze o piadine: non ho la pretesa che tutti i ristoranti si attrezzino con forni apposta o simili, ci mancherebbe, ma nei posti che prevedono un’ampia offerta e che giustamente pensano ad esempio ad alternative vegane, qualcosa che non contenga glutine o per cui non mi debba sentir dire “però sulle contaminazioni non posso garantire” devo poterlo trovare.

I tuoi amici sono restii a venire a cena da te, a mangiare senza glutine?

I miei amici mi prendono tantissimo in giro, se no che amici sarebbero???

Il più delle volte sono restii a mangiare senza glutine: un sacco di miei amici dicono che la mia è pasta finta, però la maggior parte delle volte si sono ricreduti provando.

Provando i prodotti almeno, non la mia cucina: su quella temo che abbiano ragione loro e non c’è molto da dire: uno la passione o ce l’ha o non ce l’ha e  diciamo che il sacro fuoco della buona cucina in me non brucia proprio prepotente.

Sul set hai mai avuto problemi?

Rarissime volte e la maggior parte delle quali perché io stupidamente non avevo avvisato della mia Celiachia per tempo.

Mi sembrava quasi di atteggiarmi a diva, di creare un problema inutile. Il risultato chiaramente è stato che poi, a dirlo all’ultimo, ne ho creato uno più grosso.

Esiste un cibo senza glutine per cui prendersi un aereo per poterlo rimangiare?

Fino a che non ho provato quello buonissimo qui a Milano, ti avrei detto: i Ramen.
Adesso che di pizze veramente buone ne ho provate diverse e che persino sul fronte fritti ho trovato posti che mi soddisfano pienamente, torno al mio adorato pandoro.

Quello credo sia uno dei pochissimi prodotti che davvero non ho più assaggiato come l’originale. Solo che non so bene che aereo dovrei prendere per riuscire a trovarne uno uguale :).

Hai un ricordo divertente sul tuo essere celiaca che ti va di condividere?

Mia madre, da cui ho ereditato la scarsa passione per la cucina, ancora adesso ogni tanto si dimentica che sono celiaca. E quindi, puntualmente, a Natale mi dice: prendo i ravioli con la salsa di noci che ti piacciono tanto.
In qualunque altro periodo dell’anno, rincara la dose con: ho fatto le lasagne, vieni a cena?

Lato beauty la tua pelle risente del fatto di essere celiaca?

Anche prima di scoprirmi celiaca ho sempre avuto la sfortuna di avere una pelle molto delicata e di essere allergica a un milione di pollini, quindi con eritemi e simili ho sempre avuto qualche problema. Però sicuramente adesso che ho eliminato il glutine da anni, se mi capita di sgarrare e di mangiare qualcosa di vagamente contaminato me ne accorgo subito.

Un consiglio da celiaco a celiaco?

Un consiglio assolutamente pratico: il tortino brownies con impasto pronto della Pedon.
Un paio di uova, una valanga di burro, un goccio d’acqua, mezz’oretta in forno e si fa sempre un figurone.

Io ai miei amici lo spaccio sempre per una ricetta segreta che necessita di giorni e giorni di preparazione. É una bomba.

Vivere senza glutine per te è?

Per me è stato tornare a stare bene. Quindi più che una costrizione, la vita senza glutine è la mia forma di libertà.

Grazie Erica Del Bianco, per essere stata Erica, per l’entusiasmo, per aver condiviso e sottolineato problemi che esistono e di cui dobbiamo parlare.

Sono molto felice che tu sia stata la mia prima intervista.

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