Regole base per pranzi e cene senza glutine fuori casa

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Hai detto regole base?!

Le mie regole base o mantra di sopravvivenza costruito senza rendermi conto negli anni.

Ho sviluppato un rituale automatico, che metto in atto ogni qualvolta stia ordinando del cibo, che sia seduta in un ristorante super fancy o in piedi in una bancarella al mercato.

Regole base per sopravvivere alla contaminazione e godermi colazioni, pranzi, cene e fami a caso fuori porta.

Non importa infatti lo stile e la raffinatezza del luogo in cui sto per mangiare, la fiducia verso il comprensibile errore è identica in tutte le occasioni.

Starai pensando che sia eccessiva..ma se il coperto supera i 3 euro, non pretendo solo che i piatti ordinati arrivino tutti insieme, o che mi venga versato il vino senza goccia sulla tovaglia.

É giusto che un celiaco a tavola nel 2019 non si senta in dovere di portare il pane da casa, poi in automatico lo faccio sempre, ma la soddisfazione di poterlo lasciare in borsa è impagabile.

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Prima di arrivare al ristorante

Se abbiamo prenotato e non sono stata io a chiamare, mi accerto che abbiano avvisato della mia presenza.

Sembra un atteggiamento da superstar, ma in realtà mi sono convinta che dando del tempo al ristoratore, qualora non fosse pronto ad accogliere un celiaco, possa offrire il miglior servizio possibile.

Sì, non ceno solo in ristoranti segnalati dall’AIC. Per questo ho sviluppato le regole base di sopravvivenza, non voglio limitare la mia vita.

Un pò perché viaggiando molto ho imparato che la gentilezza e la professionalità possono andare oltre alle norme, un pò perché negli anni ci sono state delle delusioni in alcuni ristoranti segnalati e poi soprattutto non mi va di obbligare gli amici e il mio compagno a costi di una cena più alti solo per il fatto che rispettano le norme AIC.

Siamo umani e siamo spesso meglio di quanto riusciamo ad immaginare.

Dopo questa perla passo al vivo della mia routine.

Regole base al ristornate

Una volta accomodata al tavolo trovo una scusa per intercettare il cameriere prima dell’ordine e chiedere quali delle portate in menù sono sicuramente senza glutine.

Nel caso in cui il ristorante abbia un menù senza glutine con una doppia cucina, faccio dell’autoironia sul fatto che la celiaca sono io, così che al momento dell’ordine ponga più che mai attenzione nel segnalarlo.

Penserai che sia paranoica, dopo aver detto di vivere con serenità il mio essere celiaca.

Non sono affatto paranoica ma, come più volte mi è capitato di sottolineare, l’attenzione e le scelte sono fondamentali per la vita senza glutine.

Regola base che vale in ogni caso: mai dare per scontato l’attenzione.

Dopo l’ordine

Dopo l’ordine in cui chiaramente sottolineo il senza glutine, attendo con serenità e fame l’arrivo del mio piatto, che quando mi viene servito senza la precisazione del senza glutine, fa scattare in automatico un senza glutine dalla mia bocca: se il cameriere sorride senza dubbio alcuno inizio a mangiare, se mi guarda con la faccia perplessa rafforzo la mia domanda, con un sei sicuro, che lo mette in crisi e lo costringe al ritorno in cucina.

Approccio militare, cinico, freddo e spietato nessun sentimentalismo per il cameriere.

Trovo infatti che sia uno dei lavori più sottovalutati del pianeta e che richieda una passione e una pazienza infinita.

Aspettative

Torniamo alle mie classiche aspettative da cena fuori:

  • Non avere delle alternative alla carne o al pesce alla griglia senza glutine, mi fanno prendere posizioni drastiche. Difficilmente tornerò in quel ristorante.
  • L’ironia dei camerieri sulla sfortuna di essere celiaca, anche se divertenti la trovo intollerabile.
  • Ogni gesto carino e premuroso viene premiato non solo con sorrisi, ma con la miglior pubblicità del mondo, il passaparola.
  • Sentirmi dire “non possiamo prepararti niente di sicuro” e dover cambiare ristornate vale quanto una cena meravigliosa.
  • Ripetere il giusto numero di volte “è senza glutine” quando il locale è molto affollato o il camerire vi sembra non particolarmente attento è giusto.
  • Non limitare le nostre vite ai locali che si possono permettere di essere nell’elenco AIC è altrettanto giusto.
Regole base
thefemalewharol

Segnalami i tuoi ristoranti e baretti preferiti.

Sarà un piacere pubblicarti, ma soprattutto raccontami le tue regole base per sopravvivere.

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