Com’è nato Gluten Freaks Food Festival
Il festival senza glutine per tutti, ci pensavo da anni, ma non trovavo il coraggio di mettermi in gioco, dubitavo che avrebbe potuto funzionare.
Assurdo come siamo capaci di autosabotarci, incredibile quanto tempo io abbia perso pensando che non avrebbe potuto funzionare.
Quando tutto quello che desideriamo noi celiaci è poter mangiare liberamente senza chiedere.
Ho pensato che fosse arrivato il momento di raccontarti com’è nato, il Gluten Freaks Food Festival passo passo.
No non tecnincamente, non preoccuparti, ma proprio dentro di me, da deisederio a realtà.
Avendo lavorato in un’agenzia pubblicitaria meravigliosa ed essendo il mio lavoro organizzare eventi avevo una visione molto precisa di ciò che volevo.
Questo paradossalmente è stato il mio limite nei primi due anni.
Organizzare un festival senza glutine da celiaca era un’idea forte certo, ma con dei limiti.
Quando i primi interlocutori con cui ne ho parlato non aveano alcuna esigenza alimentare e tanto meno empatia.
All’inizio ho pensato di aver bisogno di aiuto per poterlo fare, proprio a causa di quel perfezionismo che mi obbligava a dubitare di ogni cosa.
Mi ero quasi arresa, quando la vita mi ha regalato un’opportunità enorme.
Ho iniziato a dubitare che Lodovico, il mio bimbo più grande, potesse essere celiaco.
In quel mese di attesa prima del suo referto, dopo due anni di rifiuti ho pensato: “ Al diavolo, lo faccio da sola”.
Non riuscivo ad accetare l’idea che Lodovico, dovesse vivere una vita come la mia senza aver combattuto per poterla migliorare.
Attenzione, la mia vita va benissimo, non mi sto lamentando dell’essere celiaca ma della consapevolezza che un cambiamento fosse e sia possibile.
Così ho rimesso mano alla presentazione, abbandonato le grandi città di riferimento ed inziato a produrre il Gluten Freaks Food Festival.

Giorno Zero
Produrre un festival senza glutine in provincia da sola in tre mesi poteva essere rischioso, si. Ma da buon capricorno nulla può farmi desistere da ciò in cui credo.
Un grazie enorme va a Lorenzo, il mio Sindaco, che ci ha messo esattamente un minuto e mezzo per dirmi certo facciamolo.
Sono uscita dal Comune di Barasso, la città in cui vivo, con una forza devastante.
Non avrei più dubitato di nulla, avrei seguito il mio istinto e costruito da sola il Festival.
La scorsa estate ho rinunciato a molto, ma senza fatica, perchè il Gluten Freaks Food Festival è per me come un terzo figlio. Ho inziato a contattare tutte le persone che credevo potessero avere senso in questo racconto.
Ho evitato volutamnete tutti gli influencer famosi per due ragioni: la prima per dimostrare a me stessa in caso di successo, che si avevo ragione e la seconda che essendo un’autoporduzione non avrei potuto pagarli.
Bisogna essere onesti sempre, non tutto è stato semplice.
Ad un certo punto però è scattata come una magia, si è creata una rete e la rete si è mossa in modo sistemico.
Tutte le persone che mi dicevano si, portavano oltre al loro valore suggerimenti ed altre persone e così è diventato il Festival di tutti.
Il programma ha preso forma, con incastri magici il primo festival senza glutine autoprodotto era realtà.
Per il cibo la ricerca è stata lunga, costruita nel tempo fatta di rapporti complessi.
Il mondo dei food truck ha delle regole che non conoscevo e con cui mi sono anche scontrata.
Ma come in tutte le cose chi ha creduto in me ora è con me, disposto ad aiutarmi, felice di costruire insieme.
Non mi dimenticherò mai i grazie, i sorrisi, gli abbracci di ognuno di voi e di tutti quei bimbi, che senza filtri mi hanno chiesto di farlo ogni settimana.
Grazie per esserci stato e grazie per aver creduto in questa piccola follia, il festival senza glutine di tutti tornerà anche quest’anno e io non vedo l’ora di poterti dire dove e quando.